mercoledì, 14 maggio 2008, 17:17
conneries


E' stato un colpo al cuore. All'improvviso, senza che me lo aspettassi, mentre mi concentravo a coccolare il plotter capriccioso. Lui mi chiama e mi dice che sull'altro computer tutti i problemi di georeferenziazione che c'erano sul mio, bè, non c'erano più. Nessuna ombra di errore, nessuno spostamento non previsto. Ogni punto coincidente. 
Il mio pc mi ha tradito. E continua a tradirmi sotto i miei occhi, mostrando un'ortofoto là dove non è e impedendo a tutti i costi e con tutti i mezzi che possa coincidere con degli stupidissimi e rozzi confini comunali.

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mercoledì, 14 maggio 2008, 13:28
grandi verità


Dicevamo della competenza. Ecco, appunto.

BeAd & BrEkfast.   Ecco cos'ho trovato stamattina.

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martedì, 13 maggio 2008, 12:29
potenza, da grande


Se fosse davvero vero quel che ho sentito dire poco fa nei corridoi dove si consumava un mezzo caffè, sarei addolorata e offesa. Ma, nonostante "non abbia avuto la fortuna di essere sua allieva" come mi scrisse tempo fa lui stesso nella prima pagina bianca qui dentro, bè, posso essere un buon professionista comunque. E avere la speranza che con le mie forze e con le forze di quanti sono simili a me, il sostrato culturale della città, se è proprio così basso, possa diventare migliore.

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domenica, 11 maggio 2008, 19:44
specchio


Attraversavo la piazza alle dieci meno un quarto meravigliata ancora per il caloroso saluto che due belle ragazze, amiche di amici, mi avevano appena rivolto, convinta di non poter mai aver fatto loro una grande impressione, ed ancora più meravigliata perché proprio oggi discutevo del fatto che faccio estrema fatica a sviluppare la mia vita sociale. Per quanto mi sforzi di uscire e conoscere gente, rimango per la maggior parte del tempo silenziosa nel mio cantuccio ad osservare e trovo difficile inserirmi nel discorso e dire la mia, sarà perché non sono convinta che la mia sia interessante, sarà perché magari non la si trova interessante e non me la si chiede, sarà perché poi in fondo, osservare è proprio una cosa che mi piace.

Quello che mi turba, tuttavia, è quanto io non riesca a mettere a frutto questa osservazione e sia ben lungi dal capire la natura umana e, più banalmente, la natura delle persone che mi circondano. Così, dopo aver etichettato quelle due fanciulle come due snob, ieri sera ho dovuto ricredermi, e mentre cercavo un contatto con una persona che pensavo amica, ho dovuto ricredermi ancora una volta, ed aprire gli occhi sul fatto che la realtà che osservo è continuamente permeata dal mio modo di volerla vedere. Mio zio direbbe che sono una costruttrice di realtà, come dice di mio padre, e sebbene sentirmi simile a lui (mio padre, mica mio zio :p) mi affascina in qualche modo, allo stesso tempo mi devasta se analizzo criticamente il suo modo di stare in società. E mi dilania ancora di più quando poi, seduti di fronte allo stesso tavolo nelle famose situazioni di famiglia che tanto mi turbano e che vanno spesso sotto il nome di pranzi della domenica, leggo nei miei gesti i suoi gesti e nel mio modo di sentirmi fuori posto il suo modo di sentirsi fuori posto.


Mi turba poi anche il fatto che, passeggiando piacevolmente e a lungo con notevoli parlatori, sebbene io riesca a parlare, arrivo ad un punto in cui innalzo un muro e tengo per me le mie ragioni e le argomentazioni delle mie prese di posizione, passando forse per strana o pazza quando invece non lo sono (credo) e soprattutto quando sarebbero un'ottima maniera di diventare l'elemento portante della discussione e non quello portato, lasciando peraltro l'impressione di essere superficiale ed immatura quando invece - pur essendo superficiale e immatura - lo sono molto meno.

 

Infine, ragionando su questa mia natura schiva ed esibizionista al tempo stesso, mi domando quando sarò capace di passare tante serate come davvero mi piacerebbe passarle, senza timore di uscire senza una compagnia definita: uno sgabello, una birra - rossa, piccola - la luce bassa ed il bancone di legno consumato di un pub popolato di gente che scambia pensieri, parole e tintinnii di bicchiere.


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giovedì, 08 maggio 2008, 19:24
stress, laboratorio, ing


Dico io, se c'è una cosa per cui tutti quanti rompono le scatole agli ingegneri è che sono tutti precisini etc etc. E ma perchè allora gli unici due che non lo sono mi sono capitati a me?
Mi spiego: il lavoro che sto svolgendo in questo momento consiste nel prendere delle "cose" che sono su delle carte e inserirle in un database geografico. Semplice, magari un pò oneroso per la quantità di "cose" ma semplice.
Questo pensavo all'inizio. Tuttavia, dicevo, ci sono questi due che dell'esame di disegno hanno dimenticato tutto, e non è che gli si chiedesse molto in questo momento, giusto un paio di proiezioni ortogonali, neh. Per farla breve, è tutto il pomeriggio che armeggio con una scolorita e stropicciata carta formato A0 (ma mi sembra pure di più, che devo dire) alla ricerca di queste "cose". Le linee che le identificano si incrociano ed intersecano e girano e tornano su se stesse ed io le coloro e le seguo e le ricontrollo. Infinita pazienza insomma (parentesi: stavo alla macchinetta a prendere una coca, che c'avevo bisogno di caffeina ma non volevo il caffè ed ecco che punto il kinder pinguì e mi dico evvai ora mi rilasso un attimo con questa cosa cioccolatosa e faccio per trovare 10cent nel fantastico portafoglio parigino che fa di me "la ragazza col portafoglio pylones"e mi arriva un prof che mi ferma e mi fa eccavolo mi è sfuggito che ti avevo promesso di mandarti quella cosa e blah blah ma che stai facendo ma lo so che al tuo piano la macchinetta non c'è e vieni a fare rifornimento qui e blah blah, insomma m'ha intimidito ecco tutto e niente kinder pinguì). Vabbè, mi arriva l'ingegnere capo e mi fa "ma che stai a fa' le proiezioni?".
credo che non abbia mai ricevuto uno sguardo tanto incazzato da me ecco. Tzè.

Vabbè, torno alla carta va. Ho perso il filo. (e ovviamente pure la linea che stavo seguendo. stress)

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mercoledì, 07 maggio 2008, 22:23



Ho dimenticato le candeline per la torta di papà.

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mercoledì, 07 maggio 2008, 21:15
casa, dedicato a, laboratorio


Ecco, ho apparecchiato con la solita cura la tavola, lisciando i piatti bianchissimi e posandoli sulla tovaglia che ho scelto. E' il compleanno di papà, siamo 12 a tavola, e la tavola è stretta.
Giornata lunga. Ho apprezzato coraggio e un pizzico di incoscienza che non fa mai male, e ne ho apprezzato le ragioni più profonde, quelle che tanto contesto e combatto. Ho alzato la voce con chi stamattina è arrivato in ritardo e mi ha deluso. Ho bisogno di riposo, ma andrò a letto tardi. Ho emozione, perchè questo qui è mio cugino.
(ho anche nervosismo, perchè un altro cugino, di tutt'altra pasta e di tutt'altro sangue è venuto qua a dirmi come fare la ricerca su google. Lui a me, capito? ah, vabbè.)

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martedì, 06 maggio 2008, 10:08
stress


Troppi pensieri si affollano nella mia mente...
non mi lasciano stare
non mi fanno sognare,
voglio solo abbandonare la realtà e
seguire la mia anima
che
uccide l’inquietudine
di vivere,
di essere soli e cambiare,

per tornare leggeri come l’aria


Mettiamo una cosa in chiaro: una nottata come quella trascorsa era proprio un sacco di tempo che non la passavo. E' cominciata che avevo sete. Poi mi è venuta la bella idea di guardare l'ora. Ed è lì che ho scoperto che il mio cellulare giaceva con la batteria carica ma privo di vita. Ha continuato a dirmi "insérez une carte SIM" e continua tuttora e mi fa venire un nervoso. Vabbè, mi dicevo, ci penserò domattina. E mi sono rimessa a dormire. Mannaggia! Un incubo con i fiocchi proprio, curato nei minimi dettagli, un'ansia allucinante. Mi sono svegliata sudatissima agitata e col mal di stomaco. Non sapevo nemmeno l'ora, visto che signor telefono era sempre morto. Dunque ho acceso il pc. Unica nota dolce, perchè il jet lag era favorevole e lei era disponibile ad una chiacchiera. Sapesse quanto mi manca! Vabbè. Poi ho dormito un altro pochetto, ma male male, e al risveglio 'sto cielo grigio. uff. E il traffico, eh.
Bella giornata, comunque.

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domenica, 04 maggio 2008, 19:43
stress


Mi si spieghi come si versa dalla teiera, perchè io non ci riesco. O meglio, ci riesco con ampio spargimento della bevanda bollente su tutte le superfici.

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domenica, 04 maggio 2008, 17:45



Sentirmi poco blogger, in questo momento.

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mercoledì, 30 aprile 2008, 08:40
stress, conneries


Il cielo azzurrissimo stamattina dovrebbe essere il preludio di una lunga, intensa e godereccia giornata. Dopo la sua laurea, finalmente oggi si festeggia.
Prima di arrivarci, però, bisogna recuperare le chiavi, che ho perso, del laboratorio, organizzare il tutto per il regalo (mica facile, si sappia: un botto di soldi e boh), finire quello che stavo finendo, evitare di fare danni tra persone, salutare mentalmente lei che sta proprio per lasciare l'Italia, etc etc etc.

(vabbè c'avevo qualcosa da dire ma mi sono distratta: su Italia1 passava la pubblicità di una Barbie-sirena che sott'acqua cambia colore dei capelli o una cosa simile, e io per queste cose subisco il fascino eh :D )

update: talmente scoordinata che non ho nemmeno formattato il post.

update #2: sono in laboratorio, le mie chiavi non ci sono, il prof mi ha fatto il cazziatone e boh. Fra un pò verrà pure a piovere, ecco
.

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martedì, 22 aprile 2008, 08:48
specchio


Voglio darti l'abbraccio fraterno del samurai.
Quelle parole ebbero su di me un effetto atroce.
Ero così felice di rivedere quel ragazzo,
ma in quell'istante fui sopraffatta all'improvviso
da un'emozione insopportabile.
Mi buttai tra le sue braccia
per nascondere le lacrime che mi salivano agli occhi.
Lui mi strinse, io ricambiai la stretta.
veva trovato le parole giuste. […]
Eravamo dunque questo, Rinri e io:
l'abbraccio fraterno del samurai.
Tanto più bello e più nobile di una stupida storia d'amore.
Amélie Nothomb, Nè di Eva, nè di Adamo



Di tutto quello che avrei da dire, di tutte le cose che penso, di tutti i sentimenti confusi che provo, forse in quelle pagine ho trovato le migliori  parole che io possa pronunciare.  Le scelte sono difficili, e non mi basta l'ELECTRE che ho imparato ad usare per affrontarle. Ogni volta, non so soppesare le cose. Ogni volta, ho bisogno di ripensarci e tornare indietro e ripetere i miei ragionamenti, i ragionamenti alla Lu', e non sapere mai se sono giusti. Poi, aspetto all'altro capo del telefono che si decida per me, ma in questa libertà che mi è stata data - ed ad un certo punto ho smesso di vedere - ogni scelta è mia, e devo esserne responsabile. E' doloroso, è necessario. E' stato il tempo di decidere dopo tutte le tisane che ho bevuto.

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lunedì, 21 aprile 2008, 09:09
stress, conneries, cliché


I calzini sono sempre al contrario. E me ne accorgo dopo averli infilati. Quando sono in ritardo, ovviamente.

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giovedì, 17 aprile 2008, 00:04
mymovies


Non pensarci mi è piaciuto. A tratti ho faticato a smettere di ridere, e Mastandrea è spettacolare. Poi, però, un'amarezza profonda, perchè è così profondamente vero che sono le bugie a rendere la vita migliore, e la verità, invece, quella è sempre difficile, inaspettata, dolorosa. Forse basta l'affetto per viverla, ma forse no.

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mercoledì, 16 aprile 2008, 14:17
conneries


Sto andando a fare il caffè e bere la pipi.
Nell'ordine inverso

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