lunedì, 29 giugno 2009, 19:59
conneries


Apro contenitore per lenti a contatto, parte sinistra. Giustappongo lentina sinistra. Riempio di soluzione. Richiudo. Apro contenitore per lenti a contatto, parte destra. Riempio di soluzione. Richiudo. Ripongo su mensola e mi allontano dal bagno. Poi noto qualcosa di strano nella vista.

Permalink * commenti * commenti (popup)




lunedì, 11 maggio 2009, 21:23
donne, dedicato a, specchio, da grande


Il treno corre veloce, attraversa l'italia verde verdissima, passa accanto al mare. La gente si alterna intorno a me. Mi raccolgo su me stessa, infreddolita, l'aria condizionata è troppo forte. Leggo, tutto il tempo, con lo zelo necessario per arrivare alla fine del viaggio con il libro finito. Mi fermo a pensare al mese che mi aspetta, forse troppo denso di cose. Mi fermo a pensare ai mesi trascorsi, al punto scelto per poggiare i gomiti sul tavolino e fare i conti.

Leggere, partire, osservare il corridoio e, a tratti, creare un nido. Nuovi contatti, confrontarsi. Scoprire le cose belle che si possono fare, ed i kilometri e le attese. Un nuovo strano ed atipico desiderio di progetto, prendere le misure e disegnare. Condividere momenti difficili ed annusare odori che non si vuole mai più percepire, avere pazienza, e non vedere l'ora.

Stringere alleanze,potrebbero essere svolte, patti veri, e allora bisogna crederci, ed essere sempre sincere. Chè siamo romantiche, e vogliamo investire nei sogni, e nella forza.

Sentirsi dire a notte inoltrata che ora che sei una brava persona, puoi continuare ad esserlo, convenire che forse è questo crescere.

Arrivare, poi partire ancora, con fatica, ma senza stanchezza.



Permalink * commenti * commenti (popup)




martedì, 21 aprile 2009, 19:04
dedicato a, specchio


Ci sono cose che non pensavi di poter mai fare.

Ci sono idee che, così, ti passano un attimo per la mente e volano dalla finestra.

Ci sono sogni, speranze, tempi che aspetti che arrivino ma non cammini nella giusta direzione per incontrarli.

Poi,  capita che condividi l'idea, manifesti il sogno, ti permetti di fare delle cose.

Un gioco, solo un gioco. Riflettere, divertirsi, stancarsi e capire.


Quando succede, con la forza di due, che è meglio della forza di uno, allora pensi e speri di poterlo far succedere ancora.


Permalink * commenti * commenti (popup)




mercoledì, 01 aprile 2009, 09:55
specchio


Il tedio mi assale. La pigrizia mi vince. Il tempo che fugge e i chilometri che percorro. Rifletto. Sono cambiata, è vero, non è più come una volta, quando due settimane prima del mio compleanno ero già in festa, felice di essere protagonista per un giorno, prepotente nell'attirare l'attenzione e ricercare la compagnia. Sono cambiata, è vero, non ho più voglia di aspettare il mio compleanno, sono triste al pensiero di dover partecipare alla farsa di famiglia in cui sono falsamente protagonista e mi sento un'estranea. Vorrei potermi sentir libera di dire ai miei, solo a loro, di andare a cena fuori, ma poi farei fatica a riempire il tempo di conversazioni, omertosa come sono con loro.

Ieri uno slancio di buona volontà mi ha condotto al supermercato, ho scelto le candeline, ho pesato le melanzane. Poi ci ho ripensato, ho  aperto le buste e ho rimesso le melanzane scelte nelle cassettine, sono passata per l'uscita senza acquisti con il carrello vuoto, che strano, ho vagato un po’ per la città, e per inerzia mi sono trascinata in libreria dove, finalmente, ho trovato un po’ di serenità. Forse l'idea di strisciare la carta e spendere soldi - a prescindere dal modo - forse i libri che ho scelto, ma ho cominciato a sentirmi un po’ più serena di fronte a questa nuova consapevolezza del cambiamento. Che poi, non è che in assoluto io voglia ignorare il mio compleanno, è solo che mi affligge il pensiero di non trascorrerlo completamente serena. Quali pensieri mi turbano? Più di altri, le considerazioni sulle persone. La mia incapacità di confrontarmi, il silenzio in cui mi chiudo, l'apatia con cui evito gli eventi mondani, l'inutilità della discussione e il dramma dello scoprirsi diversi. Le idee che ci dividono, il non aver voglia di confrontarci, le strade che si separano e ci portano lontani, e poi ci guardiamo e rimane il silenzio.

Intanto, con gli anni che compio, i miei che invecchiano. Io che comincio a lavorare, e la loro pensione in agguato dietro l'angolo. Mia madre, così giovane ancora, lei che insegna e finalmente è in pace con i suoi bambini, tra i cartelloni e le letture, lei che ogni volta dimentica la destra e la sinistra, e che con ingenua spontaneità non può non avere feeling con quelle creature. Lei, che ha lavorato tutta la vita, ora costretta a lasciare la scuola, lei che, ne sono sicura, è uno dei pochi individui che ancora meritano il diritto di fare scuola, e mentre con rammarico ed amarezza mi racconta le sue delusioni, si fa forza e trova speranza e cerca di insegnarmi quali sono le cose importanti della vita. Chiede dei nipoti, per riempire il suo tempo e costruire la mia vita, e guarda le mie foto, e mi dice che sono bella.

E la luce della sera è serena dalla mia finestra

 



Permalink * commenti * commenti (popup)




martedì, 31 marzo 2009, 09:13
specchio, bloggers


Ebbene, ho riflettuto ed ho osservato come la mia astenia nel fotografare cose ed eventi fosse diventata inerzia nel rinnovare perfino il mio account flickr. Poi, ad un certo punto, ho deciso di tornare, che mancassi o meno a qualcuno, e così mi appropinquo al mio compleanno con una rinnovata voglia di fermare le cose intorno a me e raccontarle così come le vedo :)


Permalink * commenti * commenti (popup)




mercoledì, 11 marzo 2009, 10:35
tempi moderni, potenza, occhiali, intolleranza


Ieri sera, tornando a casa, l'occhio mi si è posato su una nuova scritta su un muro. Molto precisa, contorni netti, ben allineata. Contenuto perfettamente comprensibile. C'era (e c'è) scritto:

"SOCETA' SENZA DIGNITA'"

UPDATE: Aggiunsero la I, in uno spazio strettissimo, con un colore diverso, che, peraltro, colò giù per il muro!

Permalink * commenti (1) * commenti (1)(popup)




martedì, 10 marzo 2009, 20:00

Tutto cominciò quando, all'improvviso,si accendeva con lo schermo nero. Lunghi periodi di questo sintomo inesplicato, e al momento di farlo vedere, sintomo scomparso. Ora da un sacco di tempo non si manifesta ( e speriamo continui a non farlo).

Poi cominciarono i contatti: prima il tasto R poi le casse. ll tasto R oggi funziona, le casse no!

 L'alimentazione: i contatti anche al cavo. Cercando contatto, appunto, il cavo si è incendiato. La batteria era attaccata, e da allora, con il nuovo cavo, spesso va in conflitto, per cui, QUANDO IL PC E' ACCSO, O LA CORRENTE, O LA BATTERIA. Se insieme, il pc potrebbe spegnersi all'improvviso misteriosamente.

Veniamo all'ultimo sintomo: la (probabile) ventola. Il pc, da un po' a questa parte, all'avvio crede di essere un trattore, o una mucca, o qualunque cosa che fa molto molto molto rumore (che non si può lavorare).  
Ci saranno gli spiriti dentro?


Permalink * commenti * commenti (popup)




sabato, 14 febbraio 2009, 20:00
specchio


Forse è vero che io non riesco a parlare, ad aprirmi, forse sono vere le accuse che amiche più o meno lontane talvolta mi muovono, e che si riflettono nelle continue richieste di mia madre di raccontarle della mia vita, con me che sfuggo perfino ad i regali che le faccio, lasciandoli in improbabili posti e in improbabili momenti, come, bè come se fossi una dura dal cuore tenero.

Forse è vero che fatico a raccontare di me e arrossisco di fronte ai miei migliori racconti ed è vero perfino che non amo fare conversazione con gli amici di amici, mentre a volte sono logorroica con perfetti sconosciuti ai quali non racconto la mia vita, ma mi rivolgo presumendo che possano seguire il filo logico-illogico dei miei pensieri

Forse è vero che è scorretto rimanere in silenzio quando invece devo delle spiegazioni e sfuggire le ragioni che mi muovono e perfino gli appuntamenti quando mi annoiano ma non ho il coraggio di affermarlo.

E forse è vero anche che è scorretto tacere di fronte al confronto, alla discussione che si innesca a tavola, quando i commensali la pensano diversamente da me, e mi provocano anche ma no, non riesco a dire la mia.

A mia discolpa, solo il fatto, inconfutabile, della mia presenza costante e sincera ed affettuosa nella vita di queste persone che no, a volte non ritengo in grado di capirmi, con cui a volte non voglio discutere, che in generale hanno poco accesso ai miei pensieri. Ma che tuttavia possono, se voglio, leggermi nelle chiare manifestazioni del corpo.

Solo un problema di linguaggio, dunque?


Permalink * commenti (3) * commenti (3)(popup)




venerdì, 13 febbraio 2009, 09:28
uomini e donne, occhiali, conneries


Nulla da fare.
Riflettevo sul fatto che le lezioni di fitbox non sono sempre uguali, quando all'improvviso, tra un calcio e un pugno, mi sono guardata intorno ed ho capito: ad essere tutte donne, come ieri sera, ci si diverte di più.

Permalink * commenti * commenti (popup)




mercoledì, 11 febbraio 2009, 13:27
bloggers, conneries


Volevo postare lo screenshot della mia pagina di FlickR, account scaduto da una settimana circa, colpitissima dal banner "Torna ci manchi" (cosa non si fa per guadagnare, tzè) ma, argh, mi sono resa conto che di solito per postare nel blog le immagini (visto che splinder, account gratuito, mi da poco spazio :p) uso FlickR.
E stavolta non posso farlo.sigh sigh
(se qualcuno voglia contribuire, eh, apprezzo)
(uff, ma quando mi pagano?)

Permalink * commenti * commenti (popup)




venerdì, 06 febbraio 2009, 17:21
boulevard parisien


Eh eh chi non muore, torna a chattare :)

Vorrei sintetizzare, ma la conversazione è stata troppo spassosa, quindi non posso tagliarne alcun pezzo.


MACCHIETTA:Buongiorno. Come va?


LU':Ciao! Ça va, e tu?


MACCHIETTA: Molto bene. Allora, cosa di speciale?


LU': Bon, allora, sono in Italia, nella mia città, e ho cominciato qui un dottorato. Tu?


MACCHIETTA: Io ho finito il master MODO


LU': Bene


MACCHIETTA: Non sono riuscito ad avere una tesi (di dottorato) allora mi sono iscritto

ad un altro master ma le cose sono indefinite per ora. Tu hai finito i tuoi studi?


LU': Eh si, ad ottobre. E dunque un nuovo master, su cosa? Sempre a Dauphine?


MACCHIETTA: No, a Paris 5, sulle conoscenze e il ragionamento, dominio informatica - matematica. E per te la tesi su cosa esattemente? Lo stesso dominio del master o hai cambiato?


LU': Dunque, in realtà ho cominciato a gennaio ed il mio programma di ricerca non è ancora ben definito, per il momento ho delle letture da completare, e il dominio, si, resta legato ai sistemi di decisione.


MACCHIETTA:Ah, bene! Con le conoscenze del master o non troppo come Electre tri :)


LU': si, è ok


MACCHIETTA: E' bene sentirti dire che le cose per te vanno avanti


LU': Grazie


MACCHIETTA: Se no, sei in contatto con gli amici del nostro master?


LU': Non molto, sento Nico su msn talvolta


MACCHIETTA: Lui fa una tesi a Dauphine, qualche volta lo incontro, quando sono di passaggio a Dauphine. Se no, il tempo è buono in Italia?


LU': Normale, inverno :)


MACCHIETTA: C'è della pioggia? Non troppo freddo?


LU': Oggi niente pioggia e un po’ di freddo. A Parigi?


MACCHIETTA:  ::) :) a Parigi quest'inverno è freddo, è un pò eccezionale, con la neve


LU': oh la la!


MACCHIETTA: Non come l'inverno del 2006, è stato COOOOL


LU': vero


MACCHIETTA: Qual è la tua città in Italia?


LU': Potenza, nel Sud, ma non sul mare


MACCHIETTA:Ah si, io adoro il mare ;) ma quanto meno c'è la campagna, dei boschi


LU':  870 m sul livello del mare, parlerei di montagna, piuttosto


MACCHIETTA: Per la tesi, è con finanziamento o senza?


LU': con, :), con molta fortuna, se no, credo che avrei rinunciato


MACCHIETTA:  Perché? Hai trovato un lavoro?


LU':  Perché se no come facevo per vivere?


MACCHIETTA: ?


LU': La mia tesi è il mio lavoro


MACCHIETTA:Bene, non se rifiuti per la tesi bisogna trovare un lavoro


LU': Voila! Esatto! E, come dappertutto, un lavoro in questo momento di crisi non è molto facile da trovare


MACCHIETTA:E' vero, per questo ti ponevo la domanda. Quest'anno sarà difficile con la crisi.


LU':  E tu? Un lavoro?


MACCHIETTA: Io devo finire il master


LU': Ah, ok


MACCHIETTA:Piuttosto lavoro come studente per finanziare gli studi.


LU':  E fino alla fine del master c'è qualcuno che ti può mantenere?


MACCHIETTA: Si la famiglia, e lavoro come studente-lavoratore durante il we, e voila, non è facile :(


LU': Immagino. Ma la tua famiglia è a Parigi?


MACCHIETTA: No, a Tunisi. In realtà se trovo delle difficoltà finanziarie mi aiutano, ma non è facile nemmeno per loro


LU': Posso immaginare


MACCHIETTA: L'euro è troppo alto ;)


LU': E' tutto che costa troppo :p


MACCHIETTA:Già. Io penso che in Italia era meglio prima dell'euro oppure è meglio ora?


LU': Non so, in realtà. Prima dell'euro ero piccola ed incapace di pensare a questo genere di questioni. Ad ogni modo, penso che l'Euro sia una buona cosa, che il mercato unico sia una buona cosa, anche se l'entrata dell'euro ha determinato un aumento dei prezzi.


MACCHIETTA: Bene, no, perché io sento le persone qui a Parigi che dicono che prima dell'euro era meno caro, per questo ti ponevo la domanda.


LU': Si, anche in Italia tutti dicono questo, ma in questo momento bisogna anche considerare la crisi globale, e poi la gente è abituata a dire che "prima era meglio" :P


MACCHIETTA: Questo è vero, sono d'accordo con te! In realtà, si vede che c'è sempre nostalgia verso il passato.

Se no, tu abiti con la tua famiglia?


LU':  Si


MACCHIETTA: Bene! Meglio di Parigi! ;)


LU': Bè…non direi!


MACCHIETTA: Allora Parigi è il posto dove sogni vivere?


LU': Eh si, ed anche di ritornarci! Tu non ami vivere da solo?


MACCHIETTA: Spero di vederti qui a Parigi. No, io preferisco la famiglia e gli amici.


LU': Non hai amici a Parigi?


MACCHIETTA: Si, ma il problema è che qui sento l'instabilità.


LU': Instabilità?


MACCHIETTA:Visto che ho solo una carta di soggiorno di un anno, dunque non è stabile, ecco perché.


LU': Ok. Ma se un giorno avrai un lavoro stabile non puoi restare più a lungo? Voglio dire, bisogna rinnovare il permesso ogni anno?


MACCHIETTA: Si anche con un lavoro


LU':  :(


MACCHIETTA:Devi rinnovarlo ogni anno. Ma non sono troppo sicuro dell'informazione


LU':  Ok. Dovresti sposare una donna francese, o no? :)  Avere dei  figli! :P Non hai una fidanzata?


MACCHIETTA: No, piuttosto il matrimonio, e non posso ora, visto che non ho un lavoro stabile


LU': Ok, immaginavo, ma volevo solo dire che magari il matrimonio può essere una soluzione, non ora nell'immediato! Magari, se hai una fidanzata,  un giorno potreste sposarvi


MACCHIETTA: Fino ad ora no


LU': Ok. Non ricordo qual è la tua religione se posso chiederlo


MACCHIETTA: Certo, sono musulmano


LU': Dunque, una moglie musulmana?


MACCHIETTA:Una donna musulmana o cristiana o ebrea ma che sia vergine. Questo è quello che so riguardo ciò che dice la nostra religione


LU':  Ok


MACCHIETTA: E per te? Matrimonio?


LU':  mmmm Non credo troppo nel matrimonio, ma non si sa mai, magari un giorno molto molto molto molto lontano :D


MACCHIETTA: perché non credi nel matrimonio?


LU': Non so spiegarti, non credo di essere adatta, non voglio una famiglia, quindi niente matrimonio


MACCHIETTA: Per me penso che il matrimonio dia stabilità, ma poi è una scelta da fare


LU':  Chiaramente


MACCHIETTA: Se no la famiglia è in salute? I tuoi fratelli, le sorelle, i genitori, va tutto bene?


LU': Non ho fratelli e sorelle, sono figlia unica e si, va tutto bene! I miei sono prossimi alla pensione.


MACCHIETTA: Allora sei sola!


LU': Eh si. Tu?


MACCHIETTA: Io ho una sorella e tre fratelli


LU': Poverina! La sola tra quattro uomini!


MACCHIETTA: Eh si, guarda! LOL! Ma l'amiamo molto LOL Può essere una fortuna LOL


LU': Età?


MACCHIETTA:  il maggiore 31 anni, i miei fratelli 25 e 22, io sono in mezzo.


LU': Quindi lei è la più piccola?


MACCHIETTA: No, lei ne ha 30


LU':Sono sposati? Dove vivono?


MACCHIETTA: Ancora no, tutti con la famiglia, c'è un bell'ambiente :)


LU': :)


MACCHIETTA: spero di visitare l'Italia quando avrò i mezzi. Allora che città mi consigli?


LU': L'Italia è bella dappertutto, ma non si può non visitare Roma, Firenze, Napoli, Venezia :) tra le più belle città del mondo. La Sicilia anche, con il suo mare, o il mare della Puglia


MACCHIETTA: :) Io, se trovo l'opportunità, può essere che visiterò Venezia, Roma, Milano


LU': Ok.


MACCHIETTA: Ah, tu hai ricevuto il tuo diploma di Dauphine?


LU': Si


MACCHIETTA: E ha richiesto tempo?


LU': Eh…mi dispiace, non ricordo!


MACCHIETTA: Non fa niente, io non l'ho ancora ricevuto fino ad ora, mi sembra strano. Ho chiesto, nemmeno Bourgeois* l'ha ricevuto


LU': Non Puoi chiedere a Valerie**?


MACCHIETTA: E'  conto di fare!


LU': Bourgeois non è un buon riferimento, ha la testa tra le nuvole!!


MACCHIETTA: Ah già! Sei in laboratorio ora?


LU':  Si


MACCHIETTA: Fai della ricerca? Se no com'è andata la fine del master? Tu avevi il tuo soggetto di memoire in Italia in R3***?


LU': Ora sto scrivendo un articolo per una conferenza.


MACCHIETTA: Buon lavoro!


LU':
Grazie!


MACCHIETTA: Sui dati geografici?


LU':


MACCHIETTA: Hai fatto lo stesso soggetto del R3 vero?


LU': Si, è così, ma ora ho finito di lavorare  a quello


MACCHIETTA: Per la nostra promozione il master era un po’ una catastrofe


LU': Un po’..ma non troppo!


MACCHIETTA: ora devo concentrarmi anche io su degli articoli. Buona fortuna , spero di vederti presto!


LU': Grazie, anche a te, buon week  end :)

 

 


* Bourgeois: soggetto improbabile, un genio nato, indubbio, ma completamente fuori dal mondo. Ho sfiorato l'infarto quando l'ho visto arrivare in pantaloncini corti e con un mantello molto molto molto retrò. 

** Efficiente e bella segretaria del master :)  nonchè prima persona conosciuta a Paris Dauphine :)

*** Si riferisce alla materia in cui ho preparato la mia tesi di master, R3,  ed al fatto che ricordava che avevo continuato il lavoro per la tesi in Italia


Nota Bene:  Lo spasso è stato anche vedere la versione francese delle "K" italiane... WI WI proprio così :p



Permalink * commenti * commenti (popup)




giovedì, 29 gennaio 2009, 10:27
stress, laboratorio, ing , conneries


Si narrano leggende su soggetti che, quale che fosse la velocità con cui un qualsivoglia prof spiegasse argomenti di qualsivoglia complessità - concettuale, grafica, di calcolo che fosse - riuscissero ad appuntare con ordine e metodo tutti i passaggi della lezione senza perdere una virgola, una, e, finanche, annotando qualunque gesto o movimento del relatore di turno, compresi starnuti ed esclamazioni varie.  Si narrano leggende di campus di soggetti che, pazienza infinita, registravano, accordato il permesso, le lezioni e dopo ore ed ore di corsi che, si sa, ad ingegneria fanno perdere i capelli, le riascoltavano e sbobinavano. Questi appunti tanto preziosi, arricchiti di grafici e disegni, diventavano per alcuni corsi (notoriamente Geotecnica, Katia gli studenti ringraziano, nei secoli) i veri e propri riferimenti bibliografici. Della serie, la bibbia secondo il prof (la prof, nel caso in questione:p).

Si narrano poi leggende (o quanto meno non mi dispiacerebbe se si narrassero :P) circa il fatto che pure io me la cavassi discretamente, e che pazientemente, ad un certo punto della mia vita, fossi arrivata addirittura a ricopiare e sistemare gli appunti volgendoli in digitale. (si badi che le mie capacità di appuntinaggio sono scientificamente provate dal fatto che il recupero degli appunti di, nell'ordine, Scienza delle Costruzioni, Tecnica delle Costruzioni, Geotecnica appunto, Teoria e Tecnica della Pianificazione Territoriale e Urbana, nonché Tecnica e Gestione Urbanistica al fine di preparare l'orale - superato - dell'Esame di Stato sia stato meno drammatico del previsto).

Allora il punto è:

Cosa  mi succede quando l'argomento dell'appuntinaggio è argomento che mi appassiona e che, per la passione, mi distrae dal filo naturale del discorso facendomi perdere in connessioni improvvisate che trovo e che mi invento, stimolanti per la mia mente ma che, tragicamente, rendono quasi inutilizzabili gli appunti, sintetizzati ad una successione di frecce e di deviazioni, di nomi e di riferimenti (spesso pure scritti male accipicchia!)?

Ebbene, riflettevo su questo sfogliando gli scarabocchi frutto di una telefonata improvvisa del mio tutor di PhD. Ghgh, ridacchiavo tra me e me mentre mi suggeriva cose interessanti da leggere. Ghgh, ridacchiavo tra me e me quando scrivevo nomi di ricerche da fare. Ma ora, a poche ore dalla telefonata, cosa vorrà mai dire uno schema del tipo:




Accetto suggerimenti ed interpretazioni. Chi meglio mi conosce, tanto più si sforzi. La chiave è nella mia testa. Argh*10^6


Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)




martedì, 27 gennaio 2009, 09:31
conneries


Mattiniera, stamattina ho cominciato subito a lavorare. Dopo una decina di minuti di rilettura dei passaggi messi giù ieri, mi sono accorta che tendevo ad incurvare la schiena, per via della sedia - forse - troppo alta.
Abbassiamola, mi sono detta. Pluff, in un attimo fatto. Ho provato ad abituarmi alla nuova condizione ma, boh, la schiena incurvata permaneva, e si sommava un angolo acuto per il braccio (non ci sono abituata, mi hanno sempre insegnato a formare un angolo retto, se no mi fanno male i polsi) ed inoltre la sensazione di essere bassissima.
Che fare? Eh si, questi si che son problemi

Permalink * commenti (6) * commenti (6)(popup)




martedì, 20 gennaio 2009, 10:10
specchio


Il sole che entra dalla parete a vetri ed il silenzio di nuotatori solitari. Nessun vocio, il rumore dell'acqua e l'odore del cloro.

Mi concentro sull'allenamento, calcolo il tempo, conto le bracciate e mi accorgo che il problema è mal posizionato. Il corpo è contratto, la mia attenzione distratta.

Cerco di spingere lo sguardo sul fondo,mi affatico e mi spavento.

L'acqua, ancora estranea, l'ambiente inconsciamente ostile,  il corpo teso.Non demordo, e ci riesco.

Rivedere il problema, dall'inizio, verificare le ipotesi. Barrare, riscrivere. Solo io, al centro.  Respirare, muovere, controllare, lasciar andare.


Permalink * commenti * commenti (popup)




venerdì, 16 gennaio 2009, 10:19
gente, conneries


Nell'ascensore dei ragazzi tipo del secondo anno, mentre parlavano dell'effetto dell'essere brillo/ubriaco con l'eccitazione della prima volta, uscendo mi hanno detto "arrivederci".
Eppure pensavo che il Winnie Pooh attaccato allo zaino e loro non mi facessero sembrare più grande.

Permalink * commenti * commenti (popup)