domenica, 03 settembre 2006, 17:18
sesso principi e staccionate


Ed eccomi approdata ad una certezza: da oggi, "Sesso, principi azzurri e staccionate bianche" diventa una categoria del mio blog. Eh sì, perché alla fine, discutendo discutendo, da qualunque punto si parta…sempre lì andiamo a finire. Della serie "tanto a chiacchiere…ma i fatti?". Comunque. Dopo aver passato due giorni assalita dal tedio più totale, in preda ad un attacco di internettite acuta, dopo un intero pomeriggio su msn con un amico che si è volentieri prestato a discutere con me per partorire questo post, dopo un sabato sera di cartoni animati, nuove graditissime conoscenze e coccole msngeriane, dopo un'intera mattina a letto (mi sono alzata alle 13 circa) ecco, è arrivata l'ora del post.

Questa volta il discorso comincia dalla percezione che ho di certi sguardi che proprio non posso tollerare. Gli uomini, alcuni uomini, guardano le donne come se fossero oggetti sessuali, col preciso intento di sbattere in faccia il loro essere uomini, gonfiando il petto e mettendo le mani nelle tasche dei pantaloni ad indicare i loro genitali. Non riesco a descrivere l'immagine…anche perché rabbrividisco al solo pensiero. E' disgustoso. E' come se volessero far capire chi comanda. Chi porta i pantaloni, per usare un'espressione ormai demodè. Perché i pantaloni li portano pure le donne, ora, e ci stanno benissimo. Così, allo stesso modo, gli uomini dovrebbero accorgersi che possono essere benissimo oggetti sessuali anche loro. E in effetti il mio amico afferma proprio questo: sono le donne, oggi, che rendono gli uomini oggetti sessuali. Sarà. Io non mi trovo molto d'accordo, soprattutto a sentire il resto: secondo lui, non facciamo altro che giocare con gli uomini perché ci divertiamo a fare le conquistatrici e a mostrare i nostri trofei di caccia in deprimenti riunioni tutte al rosa, ridendo del malcapitato di turno e dei suoi modi per conquistarci. Anche perché, sostiene lui stesso, siamo noi che conquistiamo, scelto un obiettivo, mentre i ragazzi giocano un po’ con tutte, senza individuare una preda precisa. Ecco. Questo si che mi fa incazzare, perché dimostra che siamo solo degli oggetti, e per loro è indifferente che in un gruppo di amiche sia una piuttosto che un'altra a concedersi…loro giocano con tutte fin quando non succede qualcosa.  Ma a questo punto il mio amico si altera un pochetto. E dice che [piccola digressione: scrivo ascoltando la colonna sonora de "la finestra di fronte" e mi scopro a  ballicchiare sulla sedia e canticchiare a voce alta "Tu ragazzo mi hai delusa hai rubato dal mio viso quel sorriso che non tornerà Cos'è la vita senza l'amore è solo un albero che foglie non ha più  e s'alza il vento un vento freddo come le foglie le speranze butta giù"…] se le donne diventano oggetto sessuale è perché siamo noi stesse che andiamo alla ricerca di oggetti sessuali, oggi noi ci comportiamo così, e poi incolpiamo "gli strani oggetti sessuali incontrati" di averci usate. A questo punto è d'obbligo riportare le testuali parole… "come se quello che volevate era stabilità e il grande amore l'unica vera cosa che vi da' fastidio è l'essere rifiutate il fatto che qualcuno possa preferire un'altra a voi ed è in questi casi che l'uomo si può permettere di usarvi perchè voi partecipate ad una gara il cui obiettivo è l'uomo e non l'amore dell'uomo. Per gli uomini è diverso perchè siamo abituati a "giocare" con le ragazze e quindi abituati al fatto che qualcuna che hai puntato non ti calcoli di striscio". Mah. Forse lui ha ragione, in fondo. Forse molte ragazze, me compresa, giocano e poi si tirano indietro. Ma, almeno per quello che mi riguarda, il punto è IL LIMITE. Sì, perché il limite io non lo conosco. Non riesco a trovarlo. Non so dove posso arrivare. O magari, non so dove voglio arrivare. Magari dovrei cercare di capire da dove sto partendo e cosa mi lascio alle spalle. Se vado oltre quel limite che non conosco potrei non accorgermene e potrebbe essere impossibile tornare indietro. Dovrei assistere a cambiamenti della vita. Ma non voglio cambiamenti ora. Ora tutto uguale a se stesso perché è più facile, e meno faticoso. Anche se potrebbero essere bei cambiamenti. Lui mi dice che invece bisogna rischiare, mettersi in gioco, non avere paura, in fondo. E invece io ho paura. E ritornano le parole degli Après la Classe…"ho solo paura di amare ed ancora una volta di farmi male".

Perché poi, alla fine, le persone ti rimangono nel cuore, sempre. Perché, io penso, senza amore, non c'è nient'altro. Poi, possiamo discutere sulle forme dell'amore. Che saranno variegate e multiformi. Ma non siamo macchine e non siamo animali. E anche in uno sguardo e in un sorriso, un po’ di cuore ci sta.

P.S. Per gli interessati, Prima e Seconda Puntata...

 


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